CEIS Formazione - Centro Studi D. J. Ottenberg

Attivazione - Giovani - Innovazione Sociale - Città - Opportunità

“L’innovazione dei giovani nella gestione di condomini complessi”

Ormai si sente spesso parlare di investimento sull’apertura di imprese innovative giovanili.

Ci sono significativi investimenti che soggetti differenti, pubblici e privati, mettono a disposizione in questa direzione. E’ la conferma del paradigma economico nel quale siamo tutti immersi; è l’applicazione pratica di una cultura dello sviluppo basato sulle disparità, per cui l’accesso a queste risorse è possibile solo per chi è capace di innovazione, spesso tecnologica. Da questi percorsi restano, dunque, tagliate fuori tutta una serie di persone: quelle che già normalmente faticano a connettersi con le poche opportunità esistenti.

 

Serve pensare ad una inversione di tendenza: è possibile pensare a processi di crescita che riguardino ed includano anche giovani di contesti marginali, con storie di esclusione?

Non solo crediamo sia possibile, ma è nostra convinzione sia necessario provare a partire proprio da loro.

Con questa convinzione CEIS Formazione e il Gruppo Abele, in collaborazione con il Comune di Modena e la Regione Emilia-Romagna hanno promosso e promuovono il progetto AGISCO con l’intento di far costituire un’impresa sociale che cercherà di sviluppare il processo metodologico di accompagnamento alla gestione di condomini complessi.

Da marzo 2015 è stato realizzato un percorso formativo sperimentale, con lo scopo di sviluppare una rete di contatti locali, finalizzati al consolidamento dell’interesse e alla ricerca delle risorse umane ed economiche utili allo sviluppo del progetto e del territorio. Ora il progetto vede la partecipazione attiva di sei giovani con queste caratteristiche: formate e fatte crescere in saperi e competenze; valorizzate ed impiegate per quello che sarà il contributo che potranno dare all’esperienza.

I giovani partecipanti hanno provato a immaginare un progetto di intervento che, distaccandosi dal concetto tradizionale di welfare, che attraverso l’assistenzialismo fornisce una risposta calata dall’alto ai bisogni delle persone in condizioni di disagio sociale, possa investire sulle persone, sulla loro crescita, sulla qualità del contesto, sulle libertà strumentali e che possa produrre un benessere complessivo e una crescita di quei contesti, attraverso un’esperienza innovativa di welfare “dal basso.

Focalizzare il lavoro sulla dimensione dell’abitare, avendo identificato in questo elemento una libertà strumentale, agendo attorno alla quale si facilita la costruzione di processi di cambiamento, di crescita e di sviluppo. Investire sull’abitare, infatti, può portare conoscenza, informazioni, relazioni, partecipazione e può migliorare la qualità della vita e dei contesti urbani, offrendo occasioni di crescita del capitale umano, sociale ed economico. Partendo, quindi, dalle risorse presenti nel contesto cercheranno di facilitare un processo di sviluppo, con possibilità di inserirsi in diverse tipologie di mercato passando per campi di interesse, anche inaspettati, che emergeranno dal confronto e che potranno generare un sistema a “cluster”.

Hanno strutturato un progetto che permetta di sperimentare forme di abitare diverse all’interno dei palazzi R-Nord, area del quartiere Sacca di Modena.

Perché proprio ad R-Nord?

Perchè è stato riscontrata una situazione in cui sono presenti contemporaneamente aspetti critici e aspetti particolarmente positivi. Con la presenza sul territorio e la graduale conoscenza del contesto, i ragazzi hanno incontrato, situazioni di vita difficili e problematiche personali e sociali, alcune anche forti e visibili; ma abbiamo anche intravisto grandi opportunità: un investimento storico da parte del Comune, già diverse realtà operano all’interno del comparto, cittadini in difficoltà, ma che hanno dimostrato disponibilità al dialogo e un profondo desiderio di cambiamento.

L'intenzione dei ragazzi è quella di proporsi all’amministrazione pubblica, come “strumento” per il territorio, ponendosi come facilitatori dell’incrocio tra bisogni e risorse, individuando e valorizzando le numerose positività presenti e rafforzando quindi gli investimenti fatti fino adesso, nella direzione di restituire agli abitanti più strumenti per rispondere ai propri bisogni.

Per questo, con la loro esperienza di lavoro, vorrebbero provare a costruire, partendo da un nucleo di abitazioni, un’esperienza che gradualmente si possa riverberare su tutto il sistema del contesto abitativo e del territorio circostante.

Utilizzare spazi abitativi in cui far vivere persone giovani, anziani attivi, padri separati o famiglia monoparentali e altre persone in emergenza abitativa, a cui chiederemo alcune ore di volontariato da usare come leva per migliorare il contesto, in cambio di un canone di affitto più basso rispetto ai normali canoni di mercato.

Le attività di volontariato da fare all'interno del condominio saranno concordate con i partecipanti al progetto in un clima di completa co-progettazione. 

Alessandro, Andrea, Andrea, Kheloud, Ilaria e Monica vogliono essere portatori di un pensiero che valga la pena sperimentare. Vogliono provare ad invertire il paradigma: investire sul benessere delle persone per produrre sviluppo; le risorse, infatti, si producono prendendosi cura delle persone e dello spazio, cercando di migliorare le condizioni di vita.

 

 

pagina facebook del servizio: www.facebook.com/agisco.mo

 

 

 

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